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Iniziative, proposte e notizie - E' Luigi che va in Erasmus, no la sindrome di Down! PDF Stampa

INIZIATIVE, PROPOSTE E NOTIZIE

E' Luigi che va in Erasmus, no la sindrome di Down!

prof. Nicola Cuomo

 

PREMESSA

 

UN PROGETTO DI INTEGRAZIONE/INCLUSIONI AL DI FUORI DI QUALUNQUE STRUTTURA E/O ISTITUZIONE SPECIALE

 

Sin dall’inizio CON e PER Luigi non si è pensato all’Università come un obiettivo, ma come una occasione per poter vivere un’esperienza di qualità in un contesto di cultura e di portare in tale luogo la preziosa originalità del proprio essere.

L’Università come percorso culturale per offrire a Luigi (persona con trisomia 21) opportunità, incontri, scambi, confronti per la maturazione cognitiva, relazionale da poter trasferire in qualunque scelta di lavoro che si fosse presentata quale adeguata.

Un contesto, quello della Facoltà di Scienze della Formazione con presenze di Personale Docenti, non Docenti, Studenti che nel loro orizzonte culturale avevano come obiettivo di analisi, studio, ricerca nonché come vocazione personale l’Uomo, la Persona, il Bambino con la sua originalità unica ed irripetibile da rispettare, conoscere e far evolvere.

Un Contesto, l’Università, in particolare la Facoltà di Scienze della Formazione, in cui Luigi non poteva altro che incontrare persone con alta sensibilità e conoscenze nell’ambito delle Scienze Umane con attenzioni e comportamenti relazionali congruenti a queste.

Un luogo, contesti, situazioni, atmosfere in cui incontrare gli altri, mettersi in relazione, comunicare, confrontarsi offrivano a Luigi, ad un ragazzo con trisomia 21, alta probabilità di essere compreso ed accolto.

un luogo, un contesto da frequentare adeguato dove vivere per potenziare e far evolvere la propria originale persona negli aspetti cognitivi, relazionali ed affettivi.

Questa di base principalmente era ed è la dimensione che ha mosso l’iscrizione di Luigi all’Università: la laurea solo e soltanto una possibilità.

Una breve storia di Luigi e della sua iscrizione all’Università.

Luigi acquisisce il titolo di Maturità frequentando l’Istituto Alberghiero di Riolo Terme.

Luigi ed i suoi genitori, nella ricerca delle possibilità di cosa fare dopo la Scuola Superiore, chiedono un confronto con me presso l’Università e vengono a trovarmi.

Luigi, insieme ai suoi genitori, nel confronto mi dichiarano un desiderio del ragazzo quello di iscriversi all’Università e mi chiedono un consiglio circa l’opportunità o no di farlo.

I genitori: “…frequentare l’Università è sempre stato un desiderio di Luigi che noi vorremmo realizzare!”.

La dichiarazione-richiesta da parte sia dei genitori che di Luigi mi ha fatto trovare di fronte ad un dilemma:

- ho escludere pregiudizialmente che una persona con trisomia 21 potesse frequentare l’Università

- o offrirgli l’opportunità di tale esperienza tratteggiandogli la differenza che poteva esserci tra il sognare di diventare studente universitario (chissà quale immaginario vi era dietro al desiderio di Luigi) e gli impegni e responsabilità reali che ciò comportava.

Ho sottolineato e messo in chiaro, a Luigi in primo piano, ed ai genitori, che gli studi universitari, per tutti e in particolare per una persona con trisomia 21, erano un percorso molto difficile, faticoso e che questo itinerario formativo si differenziava dalle modalità delle scuole che Luigi aveva frequentato in precedenza (anche se con successo). Ho spiegato a Luigi che gli studi universitari richiedevano uno sforzo teorico con poche occasioni di supporti nella pratica, come quelli ricevuti frequentando la scuola superiore, e che la richiesta di profonde competenze da parte degli studenti universitari trovava negli handicap che la trisomia 21 presentava molti ostacoli.

Ho evidenziato che bisognava non avere in mente una gerarchia che considerava gli studi universitari quale unico grande successo e altri studi o altro impegno intellettuale e/o lavorativo come perdite o fallimento.

In tutti i modi anche se non mi schieravo a favore dell’iscrizione all’Università sicuramente non la volevo assolutamente cancellare come opportunità esperienziale tra l’altro fortemente desiderata da Luigi e assolutamente non esclusa, ma sostenuta anche finanziariamente dai genitori quale tentativo possibile di un percorso dopo la Superiore.

 

Una simulazione per capire.

 

Abbiamo concertato insieme genitori - Luigi ed io di effettuare una prova pre-iscrizione e Luigi, senza essere iscritto, ha frequentato due tipologie di lezioni, un laboratorio ed ha affrontato due esami.

Ho contattato tre miei Colleghi informandoli che tra gli studenti frequentanti il Corso vi era uno con trisomia 21 spiegando che volevamo valutare e riflettere concretamente sull’opportunità di realizzare il desiderio del ragazzo e dei suoi genitori di iscriversi all’Università e per questo volevamo far una prova simulando realisticamente e nella pratica come Luigi si sarebbe comportato, come avrebbe risposto e reso alle prove d’esame.

La mia richiesta ai Colleghi ha sottolineato un agire con Luigi in modalità rigorosa anche se era una stimolazione.

Si voleva mettere alla prova Luigi e quindi verificarlo e valutarlo nelle stesse modalità e criteri degli altri studenti, al di fuori di qualunque pregiudizio.

Luigi, nel percorso simulato ma rigorosamente autentico, ha frequentato, si è inserito bene nel contesto universitario, ha socializzato con i suoi colleghi studenti. Inoltre ha superato positivamente con una valutazione nella media degli iscritti sia i due esami che il laboratorio.

Dati i risultati positivi, sia sul piano delle relazioni che del rendimento, Luigi si è iscritto regolarmente all’Università passando da uno stato simulato ad uno legalmente effettivo.

Con la famiglia e Luigi abbiamo pattuito (per tutelarlo da eventuali problematiche causate da ipotizzabili insuccessi) l’opportunità di avere - in ritmo quindicinale –incontri con uno psicologo.

Inoltre Luigi avrebbe avuto dei sostegni (strategie per affrontare gli esami) per avviarlo allo studio secondo i criteri e i livelli richiesti dall’Università).

Oltre che i supporti a carattere psicologico e per l’appropriarsi di un metodo Luigi non avrebbe avuto altri aiuti né assolutamente riguardi particolari fuori da quanto previsto dalla legge e da un percorso di studi che lo presentava quale autonomo ed indipendente: avrebbe dovuto cavarsela da solo.

Così è stato. Luigi non ha mai usufruito di strutture istituzionali speciali ma di una attenzione organizzativa a rispondere a esigenze originali.

 

L’Erasmus.

 

Gli esami fatti e superati hanno reso possibile il poter usufruire dei progetti Erasmus.

Luigi Fantinelli aveva preso l’impegno di sostenere in settembre 2009almeno due esami prima di partire in ottobre 2009 in Murcia. Doveva impegnarsi ma sia in Giugno-luglio che l’estate 2009 non ha pensato a studiare approfonditamente e quindi non ha mantenuto a l’impegno preso.

La responsabilità non è stata mantenuta per almeno tre motivi:

- un disimpegno di Luigi dati gli esami prima andati bene e la vicinanza delle vacanze,

- un metodo di studio risultato per Luigi non appropriato, dispersivo e che lo affaticava e non rendeva,

- l’oggettiva difficoltà dei nuovi esami che pretendevano un metodo di studio differente dagli altri esami dati prima.

- Una volta chiarite le cause del fallimento di studio e trovato con Luigi il metodo e le strategie più idonee alla sua originalità cognitiva Luigi ha ripreso la sua stabilità di studio ed ha superato gli esami minimi programmati e quindi nel gennaio del 2010 parte per un Erasmo di sei mesi presso l’Università di Murcia.

Quali supporti per Luigi: assolutamente strategico-organizzativi e non di Istituzioni Speciali.

Luigi viene consigliato sul come studiare adeguatamente e con le mediazioni opportune in relazione alle sue particolarità.

Luigi (come prevede l’Erasmus) usufruisce ed usufruirà di “fondi speciali” finalizzati a fornire a lui “uguaglianza di opportunità” in relazione agli handicap che il suo deficit propone.

In tutta Europa ed in tutte le Università europee vi sono uffici per garantire a studenti disabili “uguaglianza di opportunità”. “Uguaglianza di opportunità” differenti e specifiche in relazione al tipo di handicap prodotti dal deficit. Per esempio gli studenti sordi hanno l’interprete dei segni a lezione, gli studenti ciechi lettori di libri, libri in braille, servizi che scannerizzano i testi per renderli leggibili da sintesi vocali, computer,…

Luigi, per i suoi bisogni, usufruisce di un Tutor fornito dal Servizio Disabili dell’Università (100 h.) che lo ausilia orientandolo circa le metodologie di studio e un supporto quindicinale da parte di uno psicologo(pagato privatamente).

Luigi, quindi, utilizza i supporti concessi dalla legislazione europea circa le”pari opportunità” e dei fondi speciali previsti dall’Erasmus.

Per ora ha avuto risultati paragonabili alla media più che sufficiente degli studenti senza trisomia 21 e gli è stata data l’opportunità dell’Erasmus proprio perché sta dimostrando una forte volontà di superare gli handicap che il suo deficit propone. Una volontà e dedizione che gli ha permesso di frequentare le scuole superiori, come uno studente “normale”, di iscriversi all’Università e di superare gli esami ritenuti utili per la sua partecipazione all’Erasmus come un qualunque studente.

I supporti che Luigi riceve hanno un carattere misto: da una parte sono auto pagati dall’altra utilizzando quanto la legge prevede.

Assolutamente, lo sottolineo ancora una volta, non vi sono Strutture Istituzionali Speciali a cui Luigi si rivolge o che lo supportano ma solo e soltanto una attenzione progettuale data dall’Insegnamento di Pedagogia Speciale di cui io ho la responsabilità. Attenzione progettuale finalizzata all’utilizzo sinergico di quanto esistente.

 

Luigi Fantinelli in rapporto con il progetto Erasmus.

 

Luigi, come qualunque studente, regolarmente iscritto all’Università ed in regola con gli esami e le tasse, può far richiesta ed ha fatto richiesta per l’Erasmus che è un progetto europeo finalizzato a far circolare la cultura anche e specialmente attraverso i giovani. L’Erasmus ha come scopo principale, tra gli altri, quello di fornire nell’incontro e nello scambio di esperienze di studio tra studenti una mentalità da cittadino europeo.

Una borsa quindi finalizzata a facilitare l’incontrarsi, il far vivere insieme, studiare insieme, condividere esperienze a studenti di differenti nazioni in modo da trasmettersi le abitudini culturali, le tradizioni, far nascere amicizie, scambi che trovano nel tempo dell’Erasmus numerose occasioni per far nascere legami professionali ed affettivi al fine di rincontrarsi nel futuro.

L’Erasmus vuol far conoscere le identità e le loro differenze originali di nazioni, territori, persone,… vuol puntare a far conoscere la diversità e le differenze come una tra le più grandi risorse che l’Europa possiede. Luigi porta con se una grande differenza ed i valori che la contraddistinguono. Il valore di accettare l’altro come è e non come alcuni vorrebbero che fosse. Luigi propone riflessioni profonde sui valori e sulla differenza, la diversità, l’aiuto reciproco, la solidarietà, la tolleranza, … tutti valori che insegnano la direzione verso la civiltà.

 

Perché Murcia e perché “viviendas compartidas”

 

Luigi è stato destinato a svolgere il suo periodo in Erasmus in quanto i progetti delle “viviendas compartidas” gli possono certamente offrire i contesti e la sensibilità adatta a comprendere e valorizzare la sua diversità. Inoltre la sua presenza e la sua particolarità può certamente offrire all’esperienza di Murcia la possibilità di pensare a sempre nuovi orizzonti per il superamento degli handicap che i deficit propongono.

L’esperienza che la mia Collega Nuria Illan sta portando avanti quale referente scientifico della Fundown può essere definita un “polo di eccellenza”. Un “Polo di eccellenza” dove è possibile ipotizzare, sperimentare e mettere in atto esperienze rigorose e verificate scientificamente nelle prassi.

“Buone pratiche” che possono essere trasferite in quelle periferie dove non è possibile immediatamente mettere in atto le azioni innovative che grazie all’integrazione sinergica inter istituzionale tra Università e Fundown si sono potute e saputo realizzare.

L’esperienza italiana di integrazione/inclusione trova nel lavoro tra la Collega Nuria Illan Romeu dell’Università di Murcia e la Fundown un modello di cooperazione inter istituzionale molte volte difficile da realizzare date le molte conflittualità di interesse politico che tiene le differenti Istituzioni slegate e non in sinergia tra loro.

La Fundown e la Università di Murcia hanno saputo coniugare responsabilità scientifica e formativa con il supporto delle famiglie che hanno dato modo alla ricerca di “avere le mani in pasta e i piedi per terra”. La Fundown ha offerto quello spazio di laboratorio scientifico che ha fornito la possibilità all’intervento Pedagogico di mettere in atto le ipotesi scientifiche evitando di cadere in disorientanti ideologie o in eterne disquisizioni filosofiche, fondando teoricamente i progetti che si sono sperimentati e valutati in “buone prassi”.

Luigi trova nell’esperienza della Fundown e dell’Università di Murcia i contesti atti per maturare il suo percorso formativo all’estero.

Io trovo nella stessa esperienza la possibilità di verificare, in un confronto rigoroso ed in un contesto adeguato, le ipotesi che in più di trent’anni di ricerca e pratiche sull’integrazione/inclusione sono andato via via valutando, verificando, cambiando evolvendo sul piano multi ed interdisciplinare.

 

Ciò che sta emergendo.

 

Stiamo osservando che Luigi man mano che procede nella vita universitaria cambia e si evolve sia sul piano della cultura che su quello delle relazioni. Stiamo lavorando sul fornirgli sempre più competenze per fargli acquisire abilità che lo rendano sempre di più autonomo ed indipendente. Non si sta puntando solo e soltanto alla laurea.

Concludendo desidero sottolineare che il successo del percorso formativo di Luigi e della sua condizione cognitiva ed affettiva di qualità non va valutato perché ora è uno studente Erasmus, perché è Diplomato e perché (è molto probabile) si laureerà. Il successo e la speranza che Luigi sta trasmettendo anche alle altre persone con trisomia 21 ed alle loro famiglie sta nel fatto che il percorso suo è ripercorribile, non è un percorso eccezionale, è ripercorribile se i contesti in cui una persona con trisomia 21 abbandonano i pregiudizi e se la famiglia, la scuola abbandona modalità didattiche meramente addestrative noiose e ripetitive a favore di strategie che implicano i bambini, gli studenti nei processi e nei percorsi della conoscenza facendo scoprire l’emozione di conoscere ed il desiderio di esistere.

L’emozione di conoscere, il piacere di sapere, il desiderio di esistere sono l’energia che hanno saputo trasmettere la famiglia, la scuola, i compagni,…energia che ha permesso a Luigi di percorrere una qualità di vita possibile.

Luigi non è un ragazzo eccezionale ma una persona che ha incontrato altre persone che hanno saputo contrastare i pregiudizi. Un risultato ambientale che sicuramente è stato aiutato da saperi e conoscenze e che propongono riflessioni sulla qualità di vita da preparare per il futuro dei nostri ragazzi al di là dell’avere la trisomia 21 o di essere “normali”.

Luigi ci indica strade, lo sottolineo, per future civiltà.

Per quanto riguarda le prospettive reali di lavoro penso che Luigi avrà le stesse opportunità e problemi degli altri studenti.

 

Luigi all'opera