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"Le leggi verso le buone prassi dell'integrazione in Pedagogia Speciale" di Alice Imola

 

 

 

 

 

Sono passati ormai 30 anni dalla legge che in Italia ha concesso il diritto ai bambini definiti "handicappati" di frequentare la scuola di tutti.
Nel corso di questi anni i riferimenti che via via le ricerche proponevano hanno fatto assumere alla Pedagogia Speciale requisiti e peculiarità che hanno determinato prospettive innovatrici negli interventi nel campo dell'educazione e della didattica che vanno al di là dei deficit e orientano i progetti didattico-educativi verso un apprendere e un insegnare che propone l'emozione di conoscere ed il desiderio di esistere.
Le esperienze di integrazione nella scuola di tutti, dei bambini, dei ragazzi, dei giovani che in Italia prima degli anni settanta venivano segregati in scuole speciali (in relazione della definizione "handicappati" e a causa della legge che prevedeva percorsi separati) hanno prodotto trasformazioni profonde nella Pedagogia Speciale che ha la responsabilità accademica e scientifica di provvedere a dare risposte circa i bisogni educativi delle persone in situazione di handicap.
Con l’inserimento di bambini, ragazzi con deficit nella scuola di tutti, la Pedagogia Speciale si è trovata a dover determinare situazioni di integrazione/inclusione ipotizzando percorsi di intervento sufficientemente meditati e scientificamente finalizzati a rispondere alle esigenze di bisogni originali potenziando ed aggiornando i modi della didattica per tutti, al di là dei deficit.
Il dover entrare nel contesto scuola, nella didattica, senza stravolgere percorsi tradizionalmente agiti, il dover ritrovare spesso in tali percorsi alcune basilari cause producenti le difficoltà nell’apprendere (gli handicap), il dover produrre cambiamenti ed innovazioni finalizzati alla riduzione degli handicap potenziando gli apprendimenti nell'intero gruppo classe rispettando l'originalità di ciascuno, il dimostrare con evidenza che le ipotesi, i progetti, le prassi erano state la causa dei cambiamenti, del superamento degli handicaps, il dover vincere le resistenze al cambiamento, il doversi raccordare con l'azione terapeutica necessaria da parte delle aree medico-riabilitative e psicologiche, questa è stata la palestra, il complesso campo di ricerca-azione che ha definito la specificità della Pedagogia Speciale, rilevando e formando competenze e professionalità di alta qualità specialistica.
Il testo vuole essere un viaggio attraverso questo cambiamento, dalla magna charta dell’integrazione, il Documento Falcucci, alla Legge Quadro (L. 104/92), passando per importanti passi legislativi come il Decreto sulle Autonomie Scolastiche, proponendo volta per volta riferimenti metodoligici per coniugare le leggi alle buone prassi.
Il testo riporta riflessioni teoretiche, metodologiche ed operative che sono il risultato di ricerche multi ed interdisciplinari realizzate con finanziamenti europei: TEMPUS, INTEGR, SOCRATES/ERASMUS.
(cfr. www.unibo.it/emozione)

Sono stati presi accordi con la casa editrice ETS affinchè una parte dei ricavi del testo siano devoluti alla ricerca nell'ambito della Pedagogia Speciale.

Il testo è possibile riceverlo anche per posta inviando una donazione di minimo 10 euro più spese postali. Per informazioni rivolgersi al numero 051.2091483