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Interroghiamo le esperienze - Situazione attuale in Giappone PDF Stampa

INTERROGHIAMO LE ESPERIENZE

Situazione attuale e tematiche nell'istruzione dei bambini "handicappati" in Giappone

 

di Tomoharu Hori

prof. Osaka University

 

Situazione attuale: quadro istituzionale dell’istruzione differenziata

I soggetti a cui viene impartita un’istruzione differenziata sono divisi in 7 categorie, a seconda del tipo di handicap di cui sono portatori: alla vista, all’udito, fragilità nervosa, disabilità ortopedica, carenza di difese immunitarie, disabilità di linguaggio, turbe emotive.
La misura dell’handicap è stabilita a termini di legge (punto 2, articolo 22 del decreto esecutivo della legge per l’istruzione scolastica). Le categorie suddette quindi corrispondono a una divisione basata sul livello di disabilità.Tuttavia, non corrispondendo tale suddivisione alla situazione reale, nel 1978 la circolare ministeriale sulle “Misure da adottare per l’insegnamento a studenti necessitanti un trattamento speciale” ha ridefinito gli ambiti dei 7 settori di cui sopra.
Il sistema di istruzione dei bambini portatori di handicap viene stabilito a termini di legge (legge sull’istruzione scolastica) come una parte dell’istruzione dell’obbligo. Si prevede che l’insegnamento venga impartito in istituti per non vedenti, istituti per non udenti, istituti di tutela dei disabili o in classi speciali. In queste strutture sono istituite sezioni di scuola elementare (6 anni) e di scuola media (3 anni), a cui possono essere aggiunte anche sezioni di scuola materna e scuola media superiore.

Scuole speciali
I programmi scolastici seguono i curricula ministeriali. A questi possono essere apportate modifiche secondo criteri di elasticità. Il numero dei bambini previsto per classe è di 8, ma nelle classi di bambini con disabilità multiple questo è limitato a 5. Si adotta un insegnamento “corrispondente all’istruzione ordinaria” o “un’istruzione (cura o addestramento) volta a sopperire alle deficienze. “Nei bambini frequentanti si rileva un aggravarsi o un moltiplicarsi delle disabilità. Incremento dell’istruzione media superiore.
Classi speciali
Frequentate da bambini con disabilità relativamente lievi. 12 bambini per classe.

Classi all’interno di centri di riabilitazione
Insegnamento impartito all’interno di istituzioni ospedaliere o centri di assistenza sociale.

Insegnamento personalizzato.
Con l’invio di insegnanti presso le famiglie, istituzioni ospedaliere o centri di assistenza sociale.

Rapporti tra scuole
Due terzi degli istituti per non udenti e un terzo di quelli per non vedenti hanno dei rapporti di scambio con altre scuole. Le occasioni in tal senso sono comunque limitate alla partecipazione ad attività speciali di classi o scuole ordinarie da parte di bambini con fragilità nervosa, disabilità ortopediche, carenza di difese immunitarie. In parecchi casi si tratta di rapporti solo nominali.

Insegnamento unificato
Insegnare insieme a bambini disabili e bambini sani è una pratica che sta prendendo gradatamente piede. Tuttavia, dato che nell’insegnamento ai disabili la base è costituita dal sistema di istruzione differenziata le difficoltà non sono poche. E’ estremamente difficile portare avanti ulteriormente questa pratica se il sistema dell’insegnamento ordinario rimane quello che è ora. E’ necessaria quindi innanzitutto una riforma dell’istruzione ordinaria.

Problemi e compiti futuri nell’ insegnamento ai bambini disabili in Giappone: i pro e i contro della segregazione

A livello istituzionale e legislativo, l’istruzione differenziata (il sistema secondo il quale l’istruzione viene impartita ai disabili e ai sani in sedi separate) è la norma in Giappone.
I provveditorati agli studi stabiliscono quali sono le scuole o le classi adatte a seconda del livello di disabilità.
Mentre si è iniziato ad affrontare il problema dell’istruzione dei disabili e comincia a prender piede il principio di un’assistenza sociale a livello locale che metta in grado di condurre la propria vita nella comunità locale dopo il completamento dell’istruzione scolastica, è possibile continuare, come prima, a fare della segregazione il concetto basilare soltanto per l’istruzione scolastica?

Punti problematici nei rapporti tra scuole

          • Relazioni tra istituti speciali e scuole vicine.
          • Relazioni tra istituti speciali e bambini della comunità locale.
          • Classi ordinarie e classi per portatori di handicap.

Ipotesi tentative per un insegnamento unificato
      • Rapporto tra la garanzia di profitto scolastico e istruzione impartita insieme (rapporti di amicizia).
      • Problemi dell’istruzione ordinaria: classi di 40 alunni, problema della formazione degli insegnanti.


Problemi dell’istruzione in Giappone a livello generale

  • Il problema dell’insegnamento nozionistico, dell’insegnamento mirato esclusivamente agli esami.
  • Problemi come il rifiuto della scuola, i maltrattamenti da parte dei compagni, abbandono degli studi nelle scuole superiori.


Il problema della discriminazione sociale

 

  1. “A questi bambini la luce del mondo.” - Visione umanitaria dei disabili, principio dell’adattamento alla società, bambini disabili vezzeggiati.
  2. “Questi bambini alla luce del mondo.” - È la famosa espressione di Kazuo Itoga, direttore dell’istituto Orni Gakuen.
    Chi si deve ammirare dal punto di vista umano, il disabile o il sano? Sono i sani ad aver bisogno di imparare dai disabili il modo di affrontare la vita.
  3. “Con questi bambini la luce del mondo.” - Si evidenzia l’errore di ridurre il problema dei disabili ad un loro problema individuale.
  4. Prestare attenzione alla definizione di “handicap” (svantaggio sociale).
    E’ il modo d’essere della società circostante che bisogna mettere in discussione.
Cambiamenti nel concetto di indipendenza

Sotto l’influenza del “movimento per la vita indipendente” (movement of independent living) di Berkeley, negli Stati Uniti, si è dato inizio a un movimento incentrato sui portatori di handicap.
Concetto tradizionale di indipendenza: indipendenza personale e autosufficienza lavorativa.
Concetto nuovo di indipendenza: esercizio del diritto a decidere per se stessi.
E’ necessario comprendere il rapporto che intercorre tra indipendenza e vita in comune.
L’handicap in sé non costituisce una disgrazia. La disgrazia è non essere considerato un cittadino come gli altri, non essere inserito nel gruppo, essere oggetto di un trattamento particolare a causa dell’handicap.