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INIZIATIVE, PROPOSTE E NOTIZIE

La situazione delle persone con deficit nei Paesi Arabi

di Driss Sahli

studente di Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Bologna, Italia


In Europa la tecnologia e lo sviluppo hanno fatto si che le persone con deficit si sentissero parte fondamentale della società dove vivono, limitando i loro disagi fino a renderli spesso autonomi.
Invece nella realtà araba la situazione delle persone diversamente abili è molto arretrata, a causa della povertà che tuttora regna in questi paesi, ed il loro numero è continuamente soggetto ad un vertiginoso aumento dovuto alle guerre civili o d’indipendenza.
Andando ad analizzare il fenomeno più specificatamente, nel mio paese, cioè in Marocco, posso dire che le persone con disagi fino ai primi anni novanta erano isolate dal contesto in cui vivevano; ciò dovuto alla carenza di associazioni che potessero garantire loro l’istruzione necessaria in modo da renderli pronti ad un inserimento sociale che li potesse aiutare a formare una loro famiglia e nello stesso tempo renderli partecipi del progresso economico e culturale del paese.
Dalla fine degli anni novanta si è evoluta grazie all’intervento di molti fattori, alcuni esempi:

  • la monarchia con a capo il re Mohammed VI che si è mostrato molto sensibile al problema dando grande importanza alla disabilità ed ai disagi che le persone quotidianamente affrontano, dando loro importanti aiuti economici e costruendo molti centri di accoglienza come il centro Mohammed VI, sorto nel 2007. Tali strutture si occupano dei bambini disabili abbandonati cercando di dare loro una dignitosa vita allestendo sale dove dormire, grandi mense , sale per le sedute di fisioterapia e per le attività sportive che sicuramente aiutano nella battaglia dell’integrazione sociale;
  • Gli immigrati in Europa, che ogni anno contribuiscono con i loro risparmi all’acquisto di materiali quali ad esempio sedie a rotelle e computer, oppure, mediante l’adozione a distanza, cercano di fare uscire la persona disabile dalle mura di casa dove spesso è condannata a vivere per tutta la vita;
  • L’aiuto delle associazioni internazionali; tali organizzazioni, per la maggioranza europee, hanno come obiettivo la prevenzione dell’abbandono infantile, frequente nel paese, e il miglioramento dell’integrazione socioeducativa dei bambini disabili senza dimenticare il sostegno emotivo alle famiglie così da non lasciarle sole, in quanto in Marocco l’integrazione sociale è ancora molto arretrata.

Tutti questi eventi hanno fatto si che la persona diversamente abile in Marocco possa vedere uno spiraglio di luce sognando un futuro pieno di gioia come i loro coetanei in Italia, e nelle altre parti del globo; infatti adesso anche le persone disabili meno abbienti possono sperare di vivere una vita quasi normale, arrivando a ricoprire alcune cariche che prima nemmeno immaginavano.
Quindi si può dire che ora il servizio offerto alle persone disabili in Marocco sia diventato uno dei migliori in Africa grazie all’intervento di educatori specializzati e all’attenta vigilanza del re in persona.