Home arrow Numero 1/2007 arrow Interroghiamo le esperienze - Le poesie e l'autobiografia
Interroghiamo le esperienze - Le poesie e l'autobiografia PDF Stampa

INTERROGHIAMO LE ESPERIENZE

Le poesie e l'autobiografia

di Antonio Scotto di Santolo

E' difficile parlare di se stessi specialmente se si è vincolati da idee che si contraddicono, se si annega nel desiderio di dire e nello stesso tempo non dire per non “offendere ” la propria privacy . Intanto l’unico sentimento vivo e maturo, è il desiderio di scrivere, di trasformare ciò che i mie occhi vedono e il mio cuore esamina e alla fine il non so che di me li trasforma in sentimenti che verranno descritti da parole. Come si legge nelle mie poesie una vera entità evidente non si nota, forse non è ancora nata, non ha ancora un nome…il perché nemmeno lo si sa, lo si sta costruendo fra le 1500 risposte che cerco di dare ai perché che mi propongo. I padroni dei perché formano un civiltà multietnica, nel senso che la ragione non è unica sia per la sua natura che per la sua entità. Infatti in questa “civiltà” vivono persone che con le loro idee hanno delimitato la mia vita, ammazzato e scoraggiato i miei desideri. I coetanei di questi personaggi sono i loro figli che con le tradizionali abitudini stavano mal indirizzando il mio futuro. Ma grazie alla telecamera che inquadra il mio essere, ancora nascosto fra i rami secchi della foresta, sono diventato regista di una “trasmissione” che ha illuminato la strada che cresce davanti a miei occhi e istruisce la mia mente, padrona delle mie scelte. La protagonista della prima trasmissione è stata la distruzione purtroppo ancora parziale del ponte che collega il presente (cioè la soddisfacente vita da regista ) con il passato bastardo. Il suo successo lo ho interpretato come un capitale da investire sia per bruciare i rami secchi e sia per rinvestirlo. Questi lavori si sono sposati con lo stimolo suggerito e nato nell' osservare e “imitare” il mio amico. Oggi per me scrivere una poesia significa esaminare “il presente difficile” e coltivare la soluzione migliore, infatti il significato e la sua “traduzione”, più di una volta mi accompagnano notte e giorno fino al momento in cui la mia soddisfazione di aver usato la forma più chiara e più vicina al sentimento che provo, raggiunge le vette più alte. Concludo informandovi che ho un problema che forse è la causa principale di tutto questo ma… la sua vera entità non la conosce il passante, ma chi è stato prima passante e poi abitante del mio mondo. Nel testo che vi ho descritto ho nascosto la mia vera situazione perché vorrei che la gente mi apprezzasse per il mio pensiero non per il mio misero grado di disabilita. In questa circostanza mi è però sembrato opportuno rivelarlo. Ho detto tutto questo con l’intenzione sia di dichiararmi come scrittore/traduttore di sentimenti, sia come interlocutore del mondo dei disabili,che ancora oggi molte persone considerano un mondo a parte, sconosciuto e quindi ignorato; questa mancata conoscenza provoca molti disagi nella vita di persone come me. Per concretizzare tutto questo basta pensare a quei bar che hanno il bagno nel sotto scale che è praticamente inaccessibile ad una persona in carrozzina.

1
Colpisci la palla con la mazza da
baseball e vedrai che vincerai .
Impara !
Carpe diem
e la vita avrà le gambe
Come a tutti è noto lo scopo del baseball e di respingere la palla tirata dal battitore e ciò significa impegnarsi per raggiungere un obiettivo (la vittoria ), con un pò di immaginazione questo esempio può riassumere le migliaia di situazione che una classica vita offre ad ogni persona. Più di una volta le soluzioni sono nascoste negli attimi della vita. Allora imparando “Carpe diem” cioè in italiano “Cogli l’attimo” la vita la si può affrontare con meno difficoltà.


2
I TUO OCCHI FRA QUELLE ROSE
I cittadini del mondo che c’è in me,
chiedono la morte dell’assassino
della fotosintesi clorofilliana .
Nell’ inferno della mia vita
nascondo l’oro che renderà
il popolo del terzo mondo ricco.
Piegando il ferro con le mani
e
da assassino pentito cerco di ridare
vita alle rose del mondo.
I cittadini sono i mie sentimenti delusi dalla vita e chiedo la morte di chi non permette la vita alle rose del mondo che rappresenta invece le amiche care. Ma dentro di me, a parte le negatività ritrovo qualcosa di positivo. Pertanto con gli sforzi più immani cerco di ridare loro vita

3

Giliberta

Perché tanto silenzio?
Nessuna chiamata.
Nessuna parola.
Nessun gesto di affettuosità.
Niente di niente
Soltanto tanto silenzio
Difficile non è, portare un handicap
ma è integrarlo in sé.

Provare dei profondi sentimenti verso un persona, indipendentemente se si tratta di un amica o della donna della propria vita, comporta degli investimenti i quali a loro volta (come ho denunciato nella poesia) desiderano dei riscontri. La loro mancanza provoca sofferenza, ed è molto paragonabile alla sofferenza di un portatore di handicap nel vedere a“lavoro ” la sua situazione (tipo facendo cadere il caffè quando gli tremano le mani ). Ma il difficile non è accettare la scottatura, ma evitare che diventi un problema invalicabile.


4
PROBLEMA DI FONDO
Solo perché il freddo del polo sud
mi obbliga ad essere ritardatario
e a desiderarti.
Non vuol dire che t'amo
Le difficoltà nella vita mi richiedono energia e pazienza, entrambe mi richiedono una fonte primaria da cui attingere per ricaricarmi. Se questa fonte è una donna mi sembra stupido chiamarla Amore.


5
Mi masturbo senza arrivare mai .
Soffrendo distruggo il mondo.
Lavoro per pacarmi gli sperma mancanti.
Donna insoddisfatta
non abbandonarmi perchè presto il mio datore
mi pacherà ed io ti soddisferò
Masturbarmi significa lavorare per raggiungere degli obiettivi, ma poi deluso dalla loro non conclusione casco nella “trappola” bastarda che mi fa trascurare la mia vita. Lavoro per sentirmi soddisfatto. Intanto la mia insoddisfazione spaventa le donne.
Saluti